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Giovanni Segantini
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Giovanni Segantini (Arco, 15 gennaio 1858 – monte Schafberg, 28 settembre 1899) è stato un pittore italiano, tra i massimi esponenti del divisionismo.
Contents
• Film
• Note
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Biografia
Giovanni Battista Emmanuele Maria, figlio di Agostino Segantini e Margarita de Girardi, nasce ad mwbgArcocite-ref-1[1], nella parte mwcwitalofona del mwdaTirolo, all'epoca appartenente all'impero austriaco, in una famiglia in condizioni economiche precarie.cite-ref-maestri-2-0[2] Nell’agosto 1862 rischia la vita, travolto dalla corrente di una “fitta”, canale artificiale che porta l’acqua dal fiume in campagna. In quell’occasione, come attesta la targa commemorativa ad Arco, è salvato da un tale Domenico Morghen.
Giovanni a Milano vive la sua seconda infanzia in maniera chiusa e solitaria, perché privato di un ambiente familiare sano, al punto che viene arrestato per ozio e vagabondaggio. Sull'arresto incide il fatto che non è cittadino italiano, perché Arco, la sua città natale, è parte dell'Impero Austriaco. Nel 1870 è poi rinchiuso nel mwgqriformatorio Marchiondi, dal quale tenta di fuggire nel 1871, e nel quale rimane fino al 1873. Segantini è quindi affidato al fratellastro Napoleone, che vive a mwggBorgo Valsugana, e, per mantenersi, lavora come garzone nella sua bottega. Rimane a Borgo fino al 1874. Al suo ritorno a Milano ha ormai sviluppato una sua prima coscienza artistica e passione per la pittura, tanto che si iscrive ai corsi serali dell'mwgwAccademia di belle arti di Brera, che frequenta per quasi tre anni.cite-ref-maestri-2-1[2]
La formazione a Milano
A mwjwMilano riesce a vivere grazie a un lavoro presso la bottega di Luigi Tettamanzi, artigiano decoratore, e insegnando disegno all'istituto Marchiondi. Tale piccolo sostegno economico gli consente di frequentare, dal mwka1878 al mwkq1879, i corsi regolari dell'Accademia di Belle Arti di Brera, seguendo le lezioni di mwkgGiuseppe Bertini, affinando il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienza e stringendo le prime amicizie negli ambienti artistici cittadini, in primis con il pittore mwkwEmilio Longoni, ma soprattutto con lo scrittore Carlo Morenzi, che lo influenzerà notevolmente nelle sue opere. Comincia a dipingere, con evidenti influssi dal mwlaverismo lombardo, ma già nel mwlq1879, durante l'esposizione nazionale di mwlgBrera, viene notato dalla critica e ottiene i primi riconoscimenti: tra chi lo sostiene c'è mwlwVittore Grubicy, con il quale instaura un rapporto di lavoro e di amicizia che durerà per lungo tempo.cite-ref-maestri-2-2[2]
Di questa fase giovanile di formazione, gli esiti più salienti risultano essere alcune vedute milanesi, di piccolo formato, dipinte secondo la moda del tempo, quali: mwnqIl coro della chiesa di Sant'Antonio, che mostra un notevole studio della luce, e mwngIl Naviglio a Ponte San Marco, del 1880.
Il trasferimento in Brianza
L'anno dopo conosce anche Luigia Bugatti (sorella di mwrwCarlo Bugatti), detta Bice, la donna che gli sarà compagna per tutta la vita; si trasferisce in mwsaBrianza, a mwsqPusiano, e lavora grazie al sostegno economico di Grubicy, collaborando strettamente con mwsgEmilio Longoni: in questi anni la sua arte tenta di distaccarsi dalle impostazioni accademiche giovanili, ricercando una forma espressiva più personale e originale. Nel mwsw1883 Segantini si svincola in modo definitivo dal sostegno di Grubicy, con il quale sottoscrive un apposito contratto.cite-ref-maestri-2-3[2]
I soggetti di questo periodo sono ispirati per lo più alla vita mwuqcontadina, con numerose scene di genere, dai toni spesso idilliaci e bucolici, e vedute riferibili alla Brianza. Di questi anni sono i primi capolavori del pittore: fra le scene di genere, si ricordano mwugZampognari in Brianza, olio su tela, custodito al mwuwMuseo nazionale di Tokyo, mwvaLa raccolta dei bozzoli, del mwvq1882, mwvgLa benedizione delle pecore e mwvwA messa prima. In queste ultime due opere sono particolarmente riconoscibili due vedute della Brianza, rispettivamente di mwwaInverigo e mwwqVeduggio; tuttavia esse non sono rese fedelmente dal pittore, bensì reinterpretate in modo da rendere la composizione maggiormente monumentale e suggestiva. In mwwgA messa prima, ad esempio, il fronte della chiesa è ruotato di 180 gradi rispetto alla scalinata del sagrato, in modo da isolare la figura solitaria del sacerdote, il quale sale i gradini che si stagliano contro il cielo, con un effetto quasi mistico. mwwwDopo il temporale, che rappresenta un gregge di pecore rientranti con la pastorella dopo un acquazzone, mostra un'originale resa in controluce e riesce a trasmettere con eccezionale immediatezza la particolare condizione atmosferica della fine di un temporale estivo.
Al periodo brianteo corrispondono anche i primi grandi riconoscimenti dell'artista, in Italia e all'estero: nel 1883, mwygAve Maria a trasbordo vinse la medaglia d'oro all'esposizione internazionale di mwywAmsterdam, mentremwza La tosatura delle pecore venne premiato ad mwzqAnversa. Il culmine fu raggiunto dalla monumentale composizione di mwzgAlla stanga, realizzato in sei mesi di lavoro mwzwen plein air a mwaaCaglio, comune delle mwaqPrealpi lombarde, dove il pittore si era nel frattempo trasferito, da solo. Presentato alla mwagPermanente di Milano nel mwaw1886, riscosse immediatamente un notevole successo di pubblico e di critica, che lo portò a vincere la medaglia d'oro ad Amsterdam, per essere successivamente acquistato dallo Stato italiano per la mwbaGalleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di mwbqRoma, dove è tuttora esposto.
mwbwAlla stanga è considerato il risultato più alto della fase naturalista del pittore, che dopo quest'opera evolverà verso diversi soggetti, abbandonando via via la realtà agreste verso il simbolismo, e abbandonerà anche la tecnica tradizionale dei colori mischiati sulla tavolozza, a favore dell'applicazione divisionista dei colori puri sulla tela. L'opera raffigura una veduta delle Prealpi lombarde dal paese di Caglio, ma anche qui l'autore opera una sorta di assemblaggio mwcaprospettico, unendo sulla tela vedute riprese dal vero, ma da luoghi differenti. La composizione, che spazia dal dettaglio delle erbe e delle sterpaglie, descritte in primo piano, passando per la fila delle vacche accostate appunto alla cosiddetta stanga, correndo poi per i vastissimi prati fino ai dettagli appena accennati del paese e degli alberi, per arrivare alle montagne che si ergono contro la stretta striscia di cielo, imbiancate dalla neve, sembra voler rappresentare, al di là dell'episodio agreste, la maestosità dell'infinito. È evidente, in questa fase della sua produzione artistica, l'ispirazione a mwcqMillet e alla mwcgscuola di Barbizon, per la comunanza sia nei soggetti pastorali rappresentati, sia nell'intonazione religiosa e mistica che Segantini conferisce alle sue scene.
L'evoluzione divisionista e simbolista
Nel mwhq1886 lascia l'mwhgItalia per trasferirsi a mwhwSavognin, nel mwiacantone Grigioni; nel corso della propria evoluzione artistica prende ad avvicinarsi al movimento mwiqdivisionista, prima con semplici sperimentazioni e col tempo in maniera sempre più netta e totale. Nel frattempo Grubicy compie per lui una fortunata attività promozionale, che ne accresce la fama in patria e all'estero, tanto che nel mwig1888 viene presentato all'Italian Exhibition di mwiwLondra; diventa così anche un apprezzato e ricercato collaboratore di riviste d'arte. Nel corso dello stesso anno, comincia a integrare la propria caratterizzazione artistica mwjadivisionista con accenni mwjqsimbolisti, soprattutto attraverso l'uso di mwjgallegorie, basate su modelli nordici.cite-ref-divisionismo-4-0[4]
All'interno della produzione simbolista, il tema centrale è quello della figura femminile, e in particolare il soggetto di gran lunga più ricorrente è quello della maternità. Questi soggetti, in realtà, sono ricorrenti all'interno di tutta la poetica segantiniana, sia nei dipinti a carattere simbolista, che nei dipinti a carattere naturalista, e anzi si può dire che i generi coesistono e che il confine fra i due è in realtà assai labile.cite-ref-referencea-5-0[5] È il caso, per esempio, della sua opera estrema, il mwmaTrittico della Natura, in cui i soggetti apparentemente naturalistici assurgono a metafore della vita, della morte e della natura.
Il tema della madre con il figlio può essere considerato un mwmgfil rouge nel corso di tutta l'opera dell'artista. Una madre che stringe affettuosamente il figlio è presente già in mwmwAve Maria a trasbordo, del 1882. Alla maternità, come legame profondo dell'uomo con la natura, sono dedicati due dipinti dal titolo mwnaLe due madri: il primo, del 1889, è ambientato all'interno di una stalla, dove il calore della paglia riscalda una mucca col proprio vitellino, che riposa con la testa sulla zampa della madre, mentre un neonato si addormenta fra le braccia di sua madre. Nel secondo, posteriore di dieci anni, una madre percorre un sentiero montuoso col proprio figlio, seguita da una pecora con il proprio agnello. In queste opere appare esplicita la profonda similitudine tra il mondo umano e quello animale, tematica centrale della poetica segantiniana. Alla figura materna sono dedicate anche due tra le tele di stampo più puramente simbolista: mwnqmwngLe cattive madri e mwnwL'angelo della vita. Di entrambi i soggetti esistono diverse versioni, a testimoniarne l'attenzione dedicata ad essi dal pittore. mwoaLe cattive madri è ambientato in una desolata landa ghiacciata, la quale ricorda il mwoqCocito di mwogdantesca memoria, dove le donne sono rappresentate con i figli trascurati in vita, che assumono sembianze mostruose, quasi a rappresentare i demoni che le perseguitano.
Ne mwpaL'angelo della vita, invece, la figura della madre con il figlio è una profana visione del tema forse più rappresentato nell'arte occidentale, la mwpqmwpgMadonna col Bambino. La figura della madre è rappresentata con eterea leggerezza, seduta su un trono formato da contorti rami di betulla, in parte rinsecchiti e in parte rifiorenti, a rappresentare il ciclo della vita e della morte, al quale è la maternità a conferire il carattere di eternità. Il tema dell'amore come ponte verso l'eterna giovinezza è al centro di un'altra opera simbolista, mwpwmwqaL'amore alla fonte della vita del mwqq1896, dove una coppia di amanti si avvicina ad una fonte, custodita da un misterioso angelo. Anche quest'opera è pervasa dalla profonda sintonia fra le figure umane rappresentate, la gioiosa coppia di giovani amanti e la natura in cui sono immersi, rappresentata nel suo rigoglio primaverile. Un tono di moralistica condanna traspare invece dal titolo di mwqgVanità, opera in cui la figura femminile è ritratta mentre contempla solitaria la propria figura in uno stagno, da cui emerge un serpente dalle forme mitologiche, a suggerire come l'artista consideri la donna destinata a trovare compimento solo nel suo ruolo di madre o di compagnacite-ref-referencea-5-1[5]. Tuttavia, altre interpretazioni mettono piuttosto in luce come la simbologia del serpente rappresenti un monito per la donna, della quale Segantini esalta lo splendore giovanile, a non ripiegarsi nei rivoli narcisistici della vanità per finalizzare il dono della bellezza alla relazione d'amore verso l'altrocite-ref-6[6].
Nel mwuq1894 Segantini lascia mwugSavognin e si trasferisce in mwuwEngadina, a mwvaMaloja, anche seguendo un desiderio di più profonda meditazione personale e di riscoperta del proprio mwvqmisticismo: il piccolo villaggio di Maloja gli consente una vita alquanto solitaria; la possente presenza del circostante maestoso e incontaminato paesaggio mwvgalpino si rispecchia inevitabilmente nelle opere del periodo. Da Maloja si sposta solo nel più freddo periodo mwvwinvernale, durante il quale soggiorna in albergo a mwwaSoglio, in mwwqVal Bregaglia, con radi viaggi anche a Milano. Formula un grandioso e ambizioso progetto, la realizzazione del padiglione dell'mwwgEngadina per l'mwwwEsposizione Universale di mwxaParigi del mwxq1900: una costruzione rotonda, del diametro di 70 metri, le cui pareti avrebbero dovuto ospitare una gigantesca raffigurazione pittorica del panorama engadinese, lunga 220 metri; nonostante il suo profondo impegno nell'opera, tuttavia, la stessa viene ridotta, a causa dei costi troppo elevati e della conseguente mancanza di fondi (viene a mancare anche il promesso supporto finanziario degli albergatori engadinesi, tra i primi committenti dell'opera), e si trasforma nel mwxgTrittico della Natura (o mwxwdelle Alpi), la sua opera più celebre. Il trittico pittorico viene però rifiutato, ritenuto non in sintonia con l'immagine turistica che i committenti intendevano trasmettere a Parigi, e finisce per essere esposto nel padiglione italiano.
Muore a soli 41 anni sullo Schafberg, il monte che domina mwyqPontresina, il 28 settembre mwyg1899, colto, mentre sta dipingendo, da un letale attacco di mwywperitonite. Oggi il suo corpo riposa nel piccolo cimitero di Maloja.cite-ref-maestri-2-4[2]
mw0qD'Annunzio lo celebrò nell'ode mw0gPer la morte di Giovanni Segantini, inserita nella raccolta di poesie mw0wElettra.
«... Se si volesse entrare a discorrere seriamente d'arte, per farsi ben capire ed evitare equivoci, sarebbe necessario far precedere un breve trattato di psicologia (nientemeno!). Che altro è l'arte, l'arte bella, vera, elevata, se non l'immagine fotografica, il misuratore che segna il grado di perfezione dell'anima umana?»
(Giovanni Segantinicite-ref-7[7])
Giovanni Segantini e l'Engadina
Il nome e la fama di Giovanni Segantini si sono legati indissolubilmente all'mw4qEngadina, non solo perché la valle mw4gsvizzera lo ospitò nei suoi ultimi anni e più volte il pittore ne ritrasse i panorami alpini nelle sue opere, ma anche perché in Engadina si sono conservati i più importanti segni della presenza e dell'arte del pittore, visitabili dal pubblico.
A mw5aMaloja, il villaggio alpino che lo ospitò dal mw5q1894 fino alla morte causata da una mw5gperitonite insorta in seguito a un attacco di mw5wappendicitecite-ref-8[8], i luoghi che il pittore frequentava, verso i quali passeggiava e nei quali traeva l'ispirazione per le sue opere sono oggi uniti da un percorso commemorativo in 12 tappe, il "Segantini Weg": percorrendolo (è una semplice escursione di circa 2 ore), si può visitare il cosiddetto Atelier, riproduzione in legno e in scala ridotta di quello che doveva essere il padiglione engadinese all'mw7aEsposizione Universale di mw7qParigi del mw7g1900, nonché il piccolo cimitero nel quale il pittore venne sepolto.
mw8aSankt Moritz, il centro più importante dell'mw8qEngadina, ospita invece il mw8gMuseo Segantini, a tutt'oggi la più grande raccolta di opere del pittore italiano. Venne creato per dare una degna collocazione al grandioso mw8wTrittico delle Alpi, al quale poi si aggiunsero varie opere e molti disegni preparatori; progettato dall'architetto Nicholaus Hartmann (1880–1956), fu inaugurato nel mw9a1908. In occasione del decennale della morte di Segantini, il museo è stato ristrutturato e ampliato, sia negli ambienti espositivi, che nella collezione: esso custodisce 55 tele e opere su carta, insieme con molti disegni e bozzetti a matita, pastello e carboncino. Nel percorso espositivo è documentata l'intera evoluzione artistica di Segantini: tra le altre opere esposte, al periodo pre-divisionista risalgono le tele mw9qLa vacca nella stalla del 1882, mw9gLa benedizione delle pecore del 1884 e mw9wLa tosatura delle pecore del 1886-1887; l'adesione al mw-adivisionismo è documentata da mw-qIl capriolo morto del 1892 e mw-gLa raccolta del fieno del 1889-1898; il momento centrale della visita è offerto dalla grande sala, sormontata dalla cupola centrale del museo, che ospita il mw-wTrittico delle Alpi, insieme con l'intera sequenza dei bozzetti preparatori.
Sullo Schafberg, il monte sopra mw-qPontresina ove Segantini morì e dal quale si domina l'intera alta Engadina, è stato intitolato al pittore il rifugio alpino mw-gChamanna Segantini.
Opere maggiori
• mwaqgNatura morta con Santa Cecilia, tempera su carta incollata su cartoncino, mwaqkMilano, mwaqoCivica Galleria d'Arte Moderna;
• mwaqwLa falconiera, 1870- 1880, olio su tela, mwaq0Pavia, mwaq4Pinacoteca Malaspina;
• mwaraIl coro di Sant'Antonio, 1879, olio su tela;
• mwariAutoritratto all'età di venti anni, 1879-1880, olio su tela, mwarmArco, Municipio;
• mwaruTraghetto all'Ave Maria (I versione), 1882, olio su tela;
• mwarcZampognari in Brianza, 1883-1885, olio su tela, mwargTokyo, National Museum of Western Art;
• mwaroA messa prima, 1885, olio su cartoncino incollato su legno, mwarsEuerbach, Collezione Georg Schaefer;
• mwar0Alla stanga, 1886, olio su tela, mwar4Roma, mwar8Galleria Nazionale d'Arte Moderna;
• mwaseGioia del colore, 1886, olio su tela
• mwasmTraghetto all'Ave Maria (II versione), 1886, olio su tela, mwasqSan Gallo, Fondazione Otto Fischbacher;
• mwasyLa portatrice d'acqua, 1886-1887, olio su tela, Wandenswil;
• mwasgmwaskSavognino d'inverno, 1888-1890 circa, olio su tela, Milano, Collezione Ramazzotti;
• mwaswLa raccolta del fieno, 1889-1898, olio su tela, St. Moritz, mwas0Museo Segantini;
• mwas8Le due madri, 1889, olio su tela, mwataMilano, mwateCivica Galleria d'Arte Moderna
• mwatmAlpe di maggio, 1891, olio su tela, mwatqLugo di Vicenza;
• mwatymwatcMezzogiorno sulle Alpi, 1891, olio su tela, St.Moritz, mwatgMuseo Segantini;
• mwatoPascoli di primavera, 1896, olio su tela, mwatsPinacoteca di Brera, Milano
• mwat0L'angelo della vita, 1894, olio su tela, 276 x 212mwat8 cm., firmato e datato con la scritta "G. Segantini 1894" posta in basso al centro, mwauaMilano, mwaueCivica Galleria d'Arte Moderna;
• mwaumL'angelo della vita, 1896, matita dura su carta, St. Moritz, mwauqMuseo Segantini;
• mwauymwaucL'amore alla fonte della vita, 1896, olio su tela, mwaugMilano, mwaukCivica Galleria d'Arte Moderna
• mwausmwauwLe cattive madri, 1896-1897, graffito su cartone, mwau0Vienna, Öisterreichische Galerie Belvedere;
• mwau8La propaganda, 1897, gesso nero e bianco su carta, St. Moritz, mwavaMuseo Segantini;
• mwaviTrittico delle Alpi, 1894-1899 (parzialmente incompiuto), olio su tela, St. Moritz, mwavqMuseo Segantini
Galleria d'immagini
Film
• Film-documentario - mwafySegantini - Ritorno alla natura di mwafgFrancesco Fei (2016) con la partecipazione di Filippo Timi, Gioconda Segantini, Annie-Paule Quinsac, Franco Marrocco, Romano Turrini.cite-ref-9[9]
Note
cite-note-11. ↑ mwagmmwagqmwaguRegistri della parrocchia di Santa Maria Assunta di Arco. Progetto Nati in Trentino (1815-1923), Provincia Autonoma di Trento., su mwagysecure.natitrentino.mondotrentino.net. mwagcURL consultato il 16 giugno 2019 mwagg(archiviato dall'mwagkurl originale il 18 agosto 2017).
cite-note-maestri-22. ↑ Luciano Budigna, mwahuGiovanni Segantini, Milano, Fabbri, 1964
cite-note-33. ↑ mwahkmwahomwahsGiovanni Segantini, su mwahwarco.org. mwah0URL consultato il 13 marzo 2017.
cite-note-divisionismo-44. ↑ mwaieGabriella Belli e Franco Rella (a cura di), mwaiiL'età del Divisionismo, Milano, Elacta, 1990
cite-note-referencea-55. ↑ mwaigAnnie-Paule Quinsac, mwaikSegantini, Giunti Editore, 2002.
cite-note-66. ↑ mwai0giuliomirkozennaro, mwai4mwai8Un commento a “La Vanità” di Giovanni Segantini, su mwajadiarteedibellezza, 13 ottobre 2014. mwajeURL consultato il 9 maggio 2020.
cite-note-77. ↑ mwajumwajyCosì penso e sento la pittura, 1891, in mwajcGiovanni Segantini - lettere e scritti sull'arte, Abscondita, 2014, ISBN 978-88-8416-4810. mwajkParametro mwajotitolo vuoto o mancante (aiuto)
cite-note-88. ↑ mwakamwakemwakiBiografia di Giovanni Segantini, su mwakmatuttarte.it. mwakqURL consultato il 3 settembre 2021.
cite-note-99. ↑ mwakgmwakkmwakoSegantini - Ritorno alla natura, su mwaksmymovies.it. mwakwURL consultato il 25 gennaio 2017.
Bibliografia
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• citerefmarco-valsecchiMarco Valsecchi, I paesaggisti dell'800, Milano, Electa-Bompiani, 1972, p. 332, tav. 140-147, SBN SBL0437189.
• Bonifazi, Reto, mwalmSegantini: Ein Leben in Bildern, Werd-Verlag/Pestalozzianum-Verlag Zürich, 1999; ISBN 978-3-85932-280-6
• citerefei-giovanni-segantiniCalzini, Raffaele, SEGANTINI, Giovanni, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936. URL consultato il 3 marzo 2018.
• Casone, Laura, mwalcGiovanni Segantini, catalogo online mwalgArtgate mwalkArchiviato il 16 maggio 2016 in Internet Archive. della mwalsFondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.
• citerefdallagoDallago, Carl, a cura di P. Rosà, G. Nicoletti e S. Zucal, Il grande Segantini. Scritti scelti, Il Margine, Trento, 2008, ISBN 978-88-6089-033-7.
• Quinsac, Annie-Paule, mwal4Segantini: Catalogo generale, Milano, Electa, 1982;
• Quinsac, Annie-Paule, mwamaSegantini: trent'anni di vita artistica europea nei carteggi inediti dell'artista e dei suoi mecenati, Oggiono, Lecco, Cattaneo, 1985;
• mwamiQuinsac, Annie-Paule, Segantini, in Inserto redazionale allegato a Art e dossier, n. 179 (giu. 2002), Firenze, Giunti, 2002, ISBN 8809026314.
• Abate, Carmine, mwamqIl cercatore di luce, Milano, Mondadori, 2021, ISBN 9788804737391.
Voci correlate
• mwamkDivisionismo
• mwamsGiuseppe Pellizza da Volpedo
• mwam0Emilio Longoni
• mwam8Gaetano Previati
• mwanePlinio Nomellini
• mwanmAngelo Morbelli
• mwanuRitratto di Carlo Rotta
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSegantini, Giovanni, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdss(IT, DE, FR) Giovanni Segantini, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Giovanni Segantini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefdbiChiara Ulivi, SEGANTINI, Giovanni, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 91, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
• citerefsikart(IT, DE, EN, FR) Giovanni Segantini, in SIKART Dizionario sull'arte in Svizzera.
• citerefoebl(DE) Giovanni Segantini (XML), in Dizionario biografico austriaco 1815-1950.
• citerefmlolOpere di Giovanni Segantini / Giovanni Segantini (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Giovanni Segantini, su Open Library, Internet Archive.
• mwanwBibliografia segantiniana digitalizzata su mwan0Internet Archive dall'mwan4Archivio del '900 del Mart di Rovereto
• mwaoaGalleria d’Arte Moderna di Milano, su gam-milano.com.
• mwaoiSegantini Museum, St. Moritz, su segantini-museum.ch.